comunicato da rosignano monferrato
In uno apposito ampio spazio fino ad ora incolto - posto all'ingresso dell'Area e presso chè di fronte ai già rigogliosi «Orti sperimentali» - l'Associazione Tartufai ha provveduto a piantumare alcune decine di piante da tartufo
di Maria Grazia Dapuzzo
Care lettrici e lettori di Alessandria Reteluna da poche settimane in Area Castellari - nell'ambito del Progetto Borghi P.N.R.R., vinto dal Comune di Rosignano Monferrato con il progetto «Rosignano Accoglie - Saperi e Sapori in Monferrato» si è avviato il secondo step delle piantumazioni per proseguire nell'opera di completa sistemazione dell'area posta a ridosso del centro storico.
Mentre si attende l'avvio della piantumazione dell'uliveto sperimentale che prevede la presenza di oltre duecento piante di ulivo e che sarà realizzata da un Privato a seguito dell'apposito bando emanato dal Comune, l'Associazione Tartufai Valle Ghenza - in collaborazione con Comune e vivaisti - ha portato a compimento un importante intervento.
In uno apposito ampio spazio fino ad ora incolto - posto all'ingresso dell'Area e pressochè di fronte ai già rigogliosi «Orti sperimentali» - l'Associazione Tartufai ha provveduto a piantumare alcune decine di piante da tarufo, realizzando - quindi - una innovativa «Tartufaia sperimentale» che svolgerà il doppio ruolo di area di «sperimentazione in campo» di varietà diverse di piante tartufigene e di «tartufaia protetta» ove svolgere anche attività didattiche e di cerca guidata del tartufo stesso, senza dimenticare che il territorio Rosignanese può fregiarsi anche del titolo di territorio Unesco - patrimonio immateriale dell'Umanità - proprio per la «cerca e la cavatura del Tartufo» fin dal dicembre 2021.
«Tra le oltre 40 piante messe a dimora ai fini sperimentali e didattici, si contano roverelle, cerri, olecci e carpini neri: esse sono state èmicorizzate con due specie di tartufi neri (estivo e nero pregiato) e ci attendiamo nei prossimi anni risultati senza dubbio interessanti» spiega l'esperto rosignanese Emanuele Rendo ed il presidente dell'Associazione Tartufai Valle Ghenza, Luca Salvaneschi.
Accanto alla piante da tartufo, si è avviato un esperimento altrettanto importante e di grande rilievo agroalimentare e di salvaguardia delle più antiche «cultivar» locali. Sono stati, infatti, poste a dimora 33 portainnesti selvastici di melo, susino, pesco, ciliegio, mirabolani selvatici per la conservazione varietale delle antiche «cultivar» tipiche del monferrato e del territorio rosignanese in particolare.
«Dalle pesche Albertine gialle e bianche, alle pesche Giubileo, dalle ciliegie grafgnon e durè, alle pere di San Giovanni, ai puim bianc, bum banana e ciucarina lcoale: sono queste le denominazioni tipiche con cui sono note talune varietà di frutti locali in via di estinzioni che in tal modo non solo vengono salvaguardati e trasmessi alle generazioni future, ma potranno essere oggetto di altrettante Denominazioni comunali, utilizzate per ricette della cuna locale, riprodotte in un prossimo futuro per altri coltivatori ed estimatori delle specie rare ed a rischio estinzione» commentano Emanuele Rendo ed il sindaco Cesare Chiesa.
Un progetto di grande impatto ambientale e di rilevanza non solo scientifica ed agricola, sarà possibile seguire - tempo per tempo - lo sviluppo di queste nuove piantumazioni e nel contempo si è risanata una vasta area comunale sino ad ora incolta, restituendole scopo e dignità.
Un'area ove sarà possibile - per i visitatori e per gli amanti della camminate - anche percorrere sentieri fioriti (l'ampio roseto piantumato lo scorso anno) ed aree ora coltivate (gli orti, il frutteto, la tartufai, e - a breve - l'uliveto) addentrandosi, infine, in altre aree ancora più boschive ma comunque ben manutenute dal personale comunale.
A due passi dal centro storico e da comodi parcheggi.
Venerdì 3 aprile 2026